FemminArt nasce nel Marzo 2010 come profilo Facebook dal nome “FemminArt Gruppo” con finalità di indagine sul Linguaggio artistico al Femminile, nei diversi settori. Il “Gruppo” è specifico anche se non esclusivo, profilo aperto ma dedicato solo ad Artiste. La sua azione non si limita a collezionare amicizie ma, una volta stabilito il collegamento, a censire e recensire l’Artista.

Ne scaturisce un modello di Critica particolare, definita emozionale, di derivazione social, legata alla natura di tale rapporto, più confidenziale, aperto, disponibile di quanto non lo sia la realtà di una Galleria, Esposizione, Performance.

Sono oltre 300 le Schede di FemminArt, che nel frattempo muta il nome in FemminArt Review, in circa 4 anni di attività, con oltre 1800 collegamenti, una linea di 14 Ebook che raccolgono gli scritti, più il sodalizio con altre realtà a livello nazionale che si occupano di Arte al Femminile, in particolare la Galleria di Arte Contemporanea En Plein Air di Pinerolo (To) con la quale viene varato nel 2011 il Progetto-Mostra reale/virtuale Alfabetomorso, sulla mutazione dei Linguaggi e Codici sociali, fra i quali l’Arte al Femminile ha una posizione preminente.

Il profilo FemminArt Review si consolida come piazza virtuale densa di commenti, recensioni, condivisioni finché nel primo 2015 Facebook decide che il profilo non sia personale, come se chiamarsi FemminArt di nome e Review di cognome non sia lecito commercialmente, pur non essendovi ombra di azioni commerciali sui siti e sulle varie pagine nel frattempo attivate, e forzosamente induce al passaggio alla Pagina.

Pur essendo garantito il mantenimento dei collegamenti, si passa da oltre 1800 ai circa 1200 attuali, la cui identità è mistero mentre con l’amicizia si partecipa alla sua bacheca e viceversa, non c’è bacheca, la perdita più forte della misurazione degli umori della piazza, si perdono centinaia di foto, articoli, schede, e soprattutto commenti la cui fioritura in taluni casi rappresentava la vera critica emozionale. Un patrimonio intellettuale, guarda caso appannaggio ancora una volta del mondo femminile, dilapidato in un attimo, come FemminArt comunica con ringraziamenti e saluti alla business intelligence di Facebook.

Ma Facebook non è che uno dei mille supporti Web su cui deve agire oggi qualsivoglia Progetto, per cui FemminArt, all’interno del quale nel frattempo si è generato per partenogenesi il Progetto Donne per Arte, viene da questa ospitata come Review per riportare gradualmente tutti gli scritti che poi migreranno sul dominio diretto femminart.it attualmente in revisione.

Donne per Arte dà alla recensione un taglio diverso, più conciso, tradotto in inglese, mirato come segno sullo specifico dell’Arte Contemporanea, ma FemminArt rimane oltre che un dei tanti ricordi fulgidi di una vita, la base di lancio di un analogo modulo recensivo in ogni settore dell’Arte Femminile.

FemminArt Review

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